La terapia dei colori, o cromoterapia, ha origini antichissime, risale agli egizi e ai romani, i quali trovavano nelle radiazioni del sole (elioterapia) un potere antidepressivo.

Il principio su cui si basa la cromoterapia è l’assorbimento dei colori che vengono irradiati sul corpo trasmettendo delle vibrazioni che riportano in equilibrio le energie.

Il trattamento varia da persona a persona: non si tratta infatti di una terapia che funziona in modo oggettivo, non è scientificamente esatta, ma le evidenze empiriche attestano che può aiutare a curare disturbi di diversa natura ed entità. Può, ad esempio, portare giovamento per ansia, stress, depressione, debolezza fisica e mentale, deficit immunitari, dolori e spasmi localizzati.

Nessuno può negare che, oltre ad essere fatti di sangue ed ossa, di pensieri e paure, siamo inevitabilmente degli esseri condizionati dalla nostra percezione. L’inconscio gioca un ruolo importante nella nostra vita; modella le nostre sensazioni e contribuisce a dar forma alle nostre esperienze. Non è certo una cosa di poco conto nell’epoca di oggi, in cui si è costantemente bombardati da notizie, eccitati e inibiti da ritmi lavorativi e familiari sempre più altalenanti. Ecco che facciamo appello alle nostre origini, cercando di tornare alla forma pura delle cose, al colore.

Facendo ricorso alla storia dell’arte possiamo prendere in prestito la definizione del rosso di Kandinsky come “vivo, acceso, inquieto”, un significato simbolico che si connette fondamentalmente con il tema dell’energia vitale. Al polo opposto troviamo il blu che Goethe definisce “un nulla eccitante”, una contraddizione composta di eccitazione e di pace. Il giallo, sempre per Goethe, è “il colore più prossimo alla luce. L’occhio ne viene allietato, l’animo si rasserena: un immediato calore ci prende”.

Il verde poi, scrive Kandinsky: “non si muove in alcuna direzione e non ha alcuna nota di gioia, di tristezza, di passione, non desidera nulla, non aspira a nulla. E’ un elemento immobile, soddisfatto di sé, limitato in tutte le direzioni”. Risultando dalla composizione di blu e giallo, il verde è descritto da Goethe come un colore statico ed equilibrato, dove “occhio e animo riposano su questo composto come se si trattasse di qualcosa di semplice. Non si vuole e non si può procedere oltre”.

Come sintesi di rosso e blu, invece il viola allude all’integrazione degli opposti e delle ambivalenze, il marrone si connette alla terra e al carattere ancestrale femminile e materno, il grigio, che Kandinsky definisce “immobilità desolata”, risulta dalla mescolanza del bianco e del nero senza essere né l’uno né l’atro.

La cromoterapia può quindi essere usata come metodo alternativo per aiutare corpo e psiche a ritrovare un equilibrio positivo, per migliorare lo stato d’animo e l’umore. Uscire in una giornata di sole, indossare un maglione colorato, fermarsi a guardare per un secondo un prato fiorito; la pace interiore non è grigia, ma ha i colori dell’arcobaleno.

E se rientrando a casa dopo una tipica giornata invernale, spossati nel corpo e nella mente, potessimo immergerci in un caldo piacere cullati dai colori che ci evocano felicità? La risposta giusta è solo una: Heaven Wellness & SPA.

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